In un’economia globale fortemente interconnessa, gli effetti della guerra in atto sul territorio nazionale ucraino non risparmiano la Norvegia. Dopo un 2021 all’insegna del riassorbimento dello shock causato dalla pandemia, la crescita del PIL nel 2022 è stata rivista al ribasso.
Secondo quanto riportato da un ricercatore dell’ente di ricerca pubblico Statistics Norway, le previsioni di aumento al 3,6% dello scorso dicembre sono state corrette al 2%.

Sul fronte dell’inflazione lo scenario norvegese si conferma al rialzo per tutto l’anno, con un tasso di crescita dell’indice dei prezzi al consumo stimato intorno al 3,3%. A trainarlo è soprattutto il rincaro dei prezzi di energia e generi alimentari. Questi ultimi vedranno un trend rialzista anche nei prossimi mesi, sempre connesso alla crisi produttiva che ha colpito Russia e Ucraina, due dei principali esportatori globali di grano.

Guerra in Ucraina che diventa così un elemento decisivo per le prospettive di crescita, sia globali che della Norvegia. Sempre secondo l’ente Statistics Norway, in uno scenario di fine della guerra entro giugno, negli anni a venire sono attesi aumenti del PIL moderati e stabili, con un livello di disoccupazione definito “normale” (si attestava al 3,3% tra Novembre 2021 e Gennaio 2022). In uno scenario peggiore, ossia con il prolungarsi del conflitto, le incertezze minerebbero l’economia domestica in maniera più marcata.

Buone notizie per l’economia norvegese arrivano sul fronte dei salari reali (cioè quelli che tengono conto dell’inflazione). Il loro tasso di crescita è atteso al 3,6% nel 2022, qualche decimale in più rispetto all’incremento dell’indice dei prezzi al consumo. Una piccola boccata d’ossigeno per i consumatori norvegesi: non poco di questi periodi.

E. Mauro, aprile 2022.