I norvegesi e i vini spumanti, una grande (recente) storia d’amore

Percentuali da urlo per il Prosecco italiano. Nella terra dei Vichinghi è boom di bollicine

di Andrea Nardini

Ai norvegesi adesso piacciono le bollicine. Questo è ormai un dato di fatto. Se l’immaginario collettivo potrebbe far pensare ai soliti uomini biondi, grandi e grossi, intenti a brindare con traboccanti boccali di birra, la realtà, nel corso degli anni sta cambiando. E parecchio. Ma andiamo con ordine.

Negli ultimi anni il vino in generale in Scandinavia ha avuto un boom, soprattutto quello rosso. E quello italiano ha goduto di una forte spinta nelle vendite fino a superare il primato che per anni ha mantenuto la Francia; una tendenza che sembra destinata a proseguire considerato il crescente interesse dei consumatori norvegesi per i vini italiani e l’ampia e variegata offerta che i nostri produttori possono esprimere. La Norvegia, nel frattempo, in questi anni, si è posizionata al sesto posto, prima della Cina, per importazione di vini del Bel Paese, con una domanda del valore di 126 milioni di euro nel 2015 (fonte: Wine Monitor). I dati relativi all’export di vino italiano per il primo semestre del 2016 hanno fatto registrare un aumento, sia in termini di volumi sia in termini di valore. Ma sono proprio gli spumanti quelli che tirano maggiormente (+25% in volumi e +22% in valore), seguiti dal vino in bottiglia (+1,6% in volumi e +3,8% in valore) e dal vino sfuso (+1,5% in volumi e +2,4 in valore) (fonte: Il Corriere Vinicolo).

L’ondata di crescita degli spumanti è arrivata con grande prepotenza nella terra dei Vichinghi, con una crescita del 15% su base annua tra il 2015 e il 2016. Proprio nel segmento degli spumanti è interessante la progressione dell’Italia, che di questo passo potrebbe prendersi la leadership anche di questo segmento nel corso del 2017. Ad oggi l’Italia rappresenta il 35% del settore vino in Norvegia a valore (era il 36% nel 2015), con una quota del 34.9% nei vini imbottigliati, del 31.4% nei vini sfusi e del 41% nei vini spumanti. Nel segmento dei vini frizzanti, in costante espansione sul mercato norvegese negli ultimi anni, l’Italia raggiunge nel 2017 una quota di mercato di quasi il 44% con risultati eccezionali per il Prosecco (Fonte: Il Mercato del Vino in NORVEGIA – Report 2017).

Un esempio, basandosi su una marca importante? La Norvegia riporta un +249% di richieste in un solo anno verso le bottiglie frizzanti targate Franciacorta. La categoria dei vini spumanti nel mercato Norvegese in un anno cresce in volume +58,8% e in fatturato +63,8% aumentando anche in valore assoluto di volume venduto. Il trend più significativo è rappresentato dalla crescita dell’Italia in volume +171% e in fatturato +203%. Nei volumi l’Italia passa dalla seconda posizione dietro a Spagna e davanti alla Francia in cui si ritrovava nel 2010, alla prima posizione, raddoppiando. In volume adesso in seconda posizione si posiziona la Spagna e terza la Francia. Nel fatturato l’Italia passa dalla terza posizione alla prima, scende la Francia che si posiziona seconda seguita dalla Spagna. Il significativo dato di crescita della categoria vino spumante per l’Italia è dato da due principali regioni di produzione: il Veneto e il Piemonte . Specialmente il dato di crescita in volumi venduti +403% e fatturato generati +437% del Veneto concorrono al buon risultato italiano nella categoria vini spumanti nel mercato norvegese, da ricercarsi soprattutto con il fenomeno del Prosecco. Le bollicine italiane sono le più vendute: oltre 2,7 milioni di ettolitri, contro 1,8 milioni dei francesi e 1,6 milioni degli spagnoli. Un grande successo per la produzione nostrana. E l’export di marca cresce ogni giorno di più.

E’ proprio il Prosecco, col suo più 22,3%, a illuminare il mercato dell’esportazione italiana. L’Italia del vino tiene il passo del mercato, ma senza la spinta degli sparkling, le bollicine – Prosecco in testa – il risultato sarebbe non sarebbe poi così soddisfacente, come rileva l’Osservatorio Paesi Terzi curato da Business Strategies/Nomisma Wine Monitor, che ha elaborato i risultati 2016 degli acquisti di vino made in Italy nei primi dieci Paesi importatori, che da soli valgono il 92% del mercato di riferimento.

Tra i Paesi scandinavi la Norvegia, lo dicevamo, è sicuramente uno dei più interessanti mercati del momento. Al secondo posto al mondo per reddito pro-capite (dopo il Lussemburgo), rappresenta una delle economie di maggior successo nel campo del benessere sociale caratterizzata da un alto livello di qualità della vita. Il consumo di vino in Norvegia è cominciato molto tardi, durante gli anni Cinquanta, ma solo dagli inizi del 2000, il consumo è aumentato notevolmente, tanto da rendere la Norvegia uno dei Paesi scandinavi più appetibili per i produttori italiani.

Apéritif, la più importante rivista di settore norvegese nel 2016 ha dedicato una prestigiosa menzione al nostro “Prosecco DOCG Valdobbiadene” che durante una degustazione di esperti sommelier norvegesi è risultato il migliore fra tutti. Una degustazione insolita quella avvenuta nella Champagneria di Oslo, il migliore locale per spumanti e champagne della Norvegia. Tra vini provenienti da tutta Europa, il Prosecco Brut DOC Valdobbiadene di Casa Bianca, azienda agricola che si estende sui colli trevigiani, è risultato il migliore per tutto lo staff partecipante. Il corpo leggero e delicato e la spiccata personalità di questo vino, lo ha fatto primeggiare anche ad occhi bendati, tanto che a seguito di questa occasione, è stato fatto un ordine di 10.000 bottiglie. Casa Bianca già vantava il primato di avere lo spumante più venduto in Norvegia, oltre ad essere presente in altri 30 paesi all’estero. Insomma un successo incredibile.

E pensare che tante nazioni hanno provato a copiare il nostro Prosecco. Lo straordinario successo che ha ottenuto a partire dal secondo dopoguerra ha portato a una serie di tentativi di imitazione: vini denominati “Prosecco” sono stati prodotti in Sudamerica (“Prosecco Garibaldi” in Brasile), in Croazia (“Prošek”), in Australia (“Prosecco Vintage”) eccetera. Il Prosecco autentico si sviluppa solo lungo le colline venete, in particolare nella provincia di Treviso (zone di Valdobbiadene, Conegliano ed Asolo). Proprio come la Pasta, il Cappuccino, o la Ferrari, Prosecco nel mondo vuole e vorrà dire sempre di più “Italia”. Una bontà,